Fin da bambino ho esplorato le montagne di tutto il Friuli (e non solo) con la mia famiglia.

Lunghe camminate e piccole escursioni sulla roccia hanno sempre fatto parte del mio tempo libero, rubato allo studio e alla scuola. Dopo essermi cimentato in innumerevoli sport come il calcio (ovviamente), la pallavolo, il tennis, la palla tamburello e il judo, approdai infine al rugby.
Durante gli anni del liceo scientifico mi dedicai per anni a questo nobile sport, duro nel gioco quanto dolce nei rapporti con le persone. Imparai la disciplina e il lavoro duro per raggiungere i propri scopi, così alla fine della quinta superiore arrivai al professionismo.

Long walks and short excursions on the rocks have always been part of my free time, leaving aside study and school. After engaging in countless sports such as football (obviously, just to be considered a “real Italian”), volleyball, tennis and judo, I finally started practising rugby.
During high school, I engaged myself in this noble sport for years, enjoying both sides of it: rugby is hard in the game as well as sweet in relationships with people. Thanks to it, I learned that discipline and hard work are necessary to achieve my goals, so by the end of school, I turned professional.

Fu un anno intenso, sia perché iniziai il corso di Scienze Forestali presso l’Università di Padova, sia perché l’impegno era ovviamente molto più elevato rispetto alle giovanili. Mi diedi davvero molto da fare, ma l’evidente passione per la montagna che avevo sempre coltivato durante tutta la vita non poteva più rimanere in secondo piano. Complice anche il mio spirito libero, decisi di lasciare questo splendido sport per dedicarmi a qualcosa di più completo, sia a livello mentale che fisico, uno stile di vita: l’alpinismo.
Mentre i miei studi “forestali” continuavano, trovai un bell’ambiente di eccezionali arrampicatori a Padova. Grazie agli insegnamenti derivati dai vari sport iniziai con un po’ di autodisciplina ad allenarmi costantemente. Con mio cugino, il mio primo compagno di cordata, scorrazzammo un po’ per il Friuli compiendo tante ascensioni classiche. Mi ricordo ancora quando, pur di andare a scalare in falesia, non esitavo a prendere lo scooter e guidare per più di un’ora, Lorenzo invece mi raggiungeva in bicicletta. Da qui in poi, complice anche l’università che lascia tanto tempo libero, fu un susseguirsi di salite su roccia e ghiaccio, discese con gli sci e lo snowboard.

It was an intense year, both because I started the course of Forestry Science at Padua University, and because the commitment was obviously much higher than the previous years. I really asked a lot from myself, but it was time to listen to that passion for mountains that have always been part of my whole life. Also thanks to my free spirit, I decided to leave this intense sport to devote myself to a lifestyle, to something more complete, both mentally and physically: to mountaineering.
Whilst my forestry studies continued, I found a beautiful group of exceptional climbers in Padua. Thanks to the learnings I got from the other sports, I started to train constantly, with a little self-discipline. With my cousin, my first climbing partner, I went around my region (Friuli Venezia Giulia) for a while, making many classic climbs. I still remember when, in order to go climbing at a crag, I didn’t hesitate to take the scooter and drive for more than an hour; Lorenzo instead joined me by bicycle. From here on, also thanks to the free time granted by the university, I started a series of climbs on rocks and ice, skiing and snowboarding.

Così dopo aver ripetuto tante salite classiche e moderne del Friuli mi dedicai alle Dolomiti e ad aprire qualche nuovo itinerario. Tutte queste salite mi riempivano, mi appagavano, tanto che a fine febbraio 2011 riuscii a imboccare la strada che da poco avevo iniziato a sognare, passando le selezioni per l’ammissione ai corsi di Guida Alpina.
Nel frattempo, già dalla fine delle scuole superiori, iniziai a lavorare, prevalentemente come giardiniere, per pagarmi gli studi e il futuro corso di guida. Questo lavoro, faticoso ma pur sempre a contatto con la natura, lo pratico tutt’oggi, in particolare mi sono specializzato nella cura di alberi ad alto fusto con sistemi di accesso e posizionamento mediante funi, anche detto Treeclimbing.

So, after having repeated many classic and modern climbs in Friuli, I dedicated myself to the Dolomites, to open some new climbing routes. All these climbs filled me, satisfied me so much that at the end of February 2011 I was able to follow my dream: passing the selections to become an alpine guide.
In the meantime, since the end of high school, I started working mainly as a gardener, to pay for my studies and the alpine guide course. I’m still doing this job, but now I’m specialized in Tree-climbing, the care of tall trees using rope access techniques.

Dal 2012 sono ufficialmente Guida Alpina e ho avuto la possibilità di trasformare quella che era una passione in una vera e propria professione. Il lavoro di guida è molto vario e mi permette di viaggiare e conoscere molte persone, collaboro con molte realtà diverse sparse per tutta Italia, dalle Dolomiti al Monte Rosa e fino in Sicilia. La cosa che preferisco è fare attività con bambini e ragazzi. Grazie all’esperienza maturata nello scoutismo e lavorando nei centri estivi, unitamente alla “sindrome di Peter Pan” di cui sono irrimediabilmente affetto, ho la possibilità di far conoscere l’ambiente naturale ai più piccoli, soprattutto attraverso l’arrampicata e di educarli al rispetto per tutto ciò che ci circonda.

In 2012 I officially became a Mountain Guide and I had the chance to turn my passion into a real profession. This job is very various and allows me to travel and meet many people; I cooperate with lots of different realities scattered throughout Italy, from the Dolomites to Monte Rosa and up to Sicily. The thing I like the most is doing activities with kids. Thanks to the experience gained in scouting and working in summer camps, together with the “Peter Pan syndrome” of which I am irremediably affected, I love the opportunity to introduce to children the natural environment, especially through climbing and teaching them to be respectful for everything around us.

Dal 2013 mi dedico anche alla slackline, ma soprattutto all’highline in montagna. Unendo le cime con le fettucce, do spazio a nuove prospettive. Sta di fatto nascendo un nuovo alpinismo, un alpinismo orizzontale, che offre enormi possibilità.
E infine sono approdato anche nel mondo del volo, sempre nel 2013. Conoscere un nuovo elemento è molto stimolante, ma sapevo anche che il percorso sarebbe stato lungo e ricco di avventure.
Ho iniziato così dal paracadutismo, per poi passare al parapendio e alle vele veloci, ovvero lo speedfly e lo speedride. Ho passato due anni a volare tutto quello che potevo, sia dalle montagne che dall’aeroplano… infine ho messo le ali, letteralmente, indossando la mia prima tuta alare.
Una volta presa confidenza con l’elemento aria, fu naturale passare al mondo del B.A.S.E jumping, un acronimo inglese che sta ad indicare tutti i luoghi “fissi” da cui si può saltare con un paracadute, ossia palazzi, antenne, ponti e montagne. Il mio mondo ovviamente appartiene a quest’ultima categoria anche se ultimamente non disdegno anche salti da altre strutture.

Since 2013 I have also dedicated myself to slackline and, most of all, to highline in the mountains. By connecting summits with webbing, I give life to new perspectives. A new kind of mountaineering is being born, a sort of horizontal mountaineering, which offers plenty of chances.
In the same year, I also landed in the world of flight. Learning something new is exciting, but I also knew that the journey could be long and full of challenges.
So I started from skydiving and then moved on to paragliding, speedflying and speedriding. I spent two years flying as much as I could, both from the mountains and from the aeroplane… and finally, I literally put my wings on, wearing my first wingsuit.
Once I became familiar with air, I naturally moved on to the world of B.A.S.E. jumping: this acronym reminds all the “fixed” places from which you can jump with a parachute, like buildings, antennas, bridges and mountains. My world obviously belongs to the last category, even if I like jump also from other structures.

Questo percorso mi ha portato a saltare con il paracadute, prevalentemente con la tuta alare, da molte montagne di casa, in Friuli, ma non solo. Ho saltato molto lungo le Alpi, sia in Italia, che all’estero, girovagando tra Slovenia, Austria, Svizzera, Francia e Spagna, finendo pure più lontano, in Turchia, Oman e negli Emirati Arabi.
Continuo con passione a volare, ricercando sempre nuovi salti da aprire, saltando da quote elevate come le Gran Jorasses a quota 4200 metri oppure concatenando la scalata in free-solo di alcune pareti di roccia per poi scendere a valle saltando come ho fatto sulle tre cime di Lavaredo.

This path led me to jump with a parachute, mainly with a wingsuit, from many mountains of Friuli Venezia Giulia, and not only. I jumped a lot around the Alps, both in Italy and abroad, wandering through Slovenia, Austria, Switzerland, France and Spain, even ending up further away, in Turkey, Oman and the United Arab Emirates.
I’m still flying with passion, looking for new jumps to open, floating from high altitudes such as the Gran Jorasses (4200 meters) or chaining the free-solo climbing of some rock walls and then getting down to the valley with a jump, as I did from the “Tre Cime di Lavaredo”.