Messico

novembre 2019

Novembre 2019. Il Messico, ma sopratutto i messicani, hanno fatto di questo viaggio un’esperienza. Saremo sempre turisti laggiù, ma quello che cercavamo era qualcosa di più di semplici montagne da scalare. Cercavamo di usare la nostra passione per creare connessioni con persone tanto lontane, ma così tanto vicine nelle idee e nei modi di fare, e soprattutto vicine nei sogni…e ci siamo riusciti!

Questi sogni d’arrampicata non sono facilmente comprensibili, solo chi veramente vive con passione questo stile di vita capirà il legame che può unire persone così distanti geograficamente. In Messico abbiamo trovato un clima, una comunità di scalatori, che da noi si è persa un bel po’ di anni fa… Finalmente sono ritornato un po’ “stone monkey”!!!

Abbiamo scalato: nella zona semi-desertica di Chihuahua, nelle cascate di Basaseachi, nel deserto di Peñoles, a Potrero Chico, a la Huasteca e infine a El salto. Una menzione speciale va sicuramente al “el sendero luminoso” reso famoso dalla salita in free solo di Honnold.

Questa via è di un estetica unica, una pala verticale di 600 metri, solcata inizialmente da una striscia bianca verticale che ne indica l’inizio, da qui il nome della via. E’ una via a spit, come la maggior parte delle vie in Messico, tuttavia non è per niente da sottovalutare, anche perchè i 15 tiri presenti sono quasi tutti sul 7a con 4 di questi fino al 7c.

Assieme ad Alessandro, l’amico e compagno perfetto per questa esperienza, siamo riusciti a salire da primi di cordata a vista su tutti i tiri tranne il secondo, dove ho sbagliato io un passaggio. Sicuramente una delle nostre scalate migliori di sempre, il tutto addolcito da una roccia perfetta ed un bivacco in parete sulle amache …decisamente romantico!

Grazie a tutte le persone che ci hanno aiutato e fatto sentire a casa, abbiamo attraversato metà Messico solo grazie a passaggi in macchina di scalatori. Ovviamente la persona che dobbiamo ringraziare di più con tutto il cuore è Tiny Almada, senza il nostro uomo messicano questo viaggio non sarebbe stato uguale. L’ospitalità ricevuta da tutti non poteva fare altro che coniare il saluto che abbiamo usato tutto il viaggio: vieni in Italia, hai una casa.

Mexico, but above all the Mexicans, have made this trip an experience. We will always be tourists there but what we were looking for was more than just mountains to climb. We tried to use our passion to create connections with people so far away, but so close in ideas and ways of doing things, but above all close in dreams. These climbing dreams are not easily understood, only those who truly live with passion this lifestyle will understand the bond that can unite people so geographically distant. In Mexico I found a community of climbers that we lost a lot of years ago here in Italy… Finally I came back as a little “stone monkey” !!! We climbed: in the semi-desert area of ​​Chihuahua, in the Basaseachi waterfalls, in the Peñoles desert, in Potrero chico, in la Huasteca and finally in El salto A special mention certainly goes to the ascent of the “el sendero luminoso” made famous by the free solo ascent of Honnold. Thanks to all the people who helped us and made us feel at home, we crossed half of Mexico only through car rides by climbers. But obviously the person we have to thank most with all our heart is Tiny Almada without our Mexican man this trip would not have been the same. The hospitality received by everyone could do nothing but coin the greeting we used throughout the journey: come to Italy, you have a home.