Tre cime di Lavaredo

Avete presente quel bordo a cui non bisogna avvicinarsi? Quello dal quale ci hanno sempre insegnato a stare lontani, specialmente in montagna? Ecco, io mi trovo proprio lì.

Ma non sono un incosciente, anche se la gente lo pensa, vedendomi qui.

Il bordo è quello in vetta alla parete nord della Cima Grande di Lavaredo. Ho 600 metri di vuoto sotto. Sto per lanciarmi. Chi non ha sognato di volare almeno una volta nella vita?

Come un’aquila, stacco i piedi dalla roccia e volo. Sì, volo. Mi libro nell’aria, divento aria io stesso e mi allontano dalla condizione terrena di noi umani, costretti dalla forza di gravità a stare con i piedi per terra.

Che cosa si prova mentre si vola, in questo limbo di libertà assoluta? Che cosa accade mentre il corpo non è più lega- to a nulla e scivola governato dalle correnti? Che cosa c’è tra il lancio con la tuta alare e l’atterraggio, in quegli attimi brevi e favolosi in cui tutta la tua vita, i tuoi anni di fatica, allenamenti, desideri, sogni si condensano e si sublimano? Le sensazioni che inondano corpo e mente in questi brevissimi momenti sono così intense che, per raccontarle, ci vorrebbe un libro.

Cominciamo.

tratto da “Volare le montagne”, continua la lettura acquistando il libro su